Il Marocco è una terra in continua crescita, che è riuscita però a mantenere le sue tradizioni: cultura, profumi e sapori intensi. Si tratta di un Paese adatto a diverse tipologie di viaggi, grazie alla sua molteplicità di paesaggi: le Città Imperiali, le dune del deserto del Sahara nel profondo sud e le lunghe spiagge di Essaouira. La sua posizione, a nord del continente africano, a poche ore di volo dall’Italia, lo rende la meta ideale per chi vuole immergersi in una cultura completamente diversa dalla nostra.

 

Tante sono le tappe da visitare di questo bellissimo Paese. Casablanca, la capitale, città portuale e un polo commerciale con il suo stile tra il moresco e l’Art déco europeo. Rabat, capitale amministrativa con la Torre Hassan ed il suo Mausoleo. Meknes, denominata la Versailles del Marocco per i suoi palazzi, moschee e giardini che la adornano. Fes, la più antica delle città imperiali e capitale culturale del paese, magica e misteriosa denominata la ‘Firenze del Maghreb’. Ouarzazate, splendida città tra montagne e palmeti contornata da mura di terra rossa. Il Ksar (villaggio fortificato) di Ait-Ben-Haddou è un suggestivo luogo patrimonio dell’UNESCO, dove sono state girate scene di numerosi film tra cui “Lawrence d’Arabia” di Lean e “Il tè nel deserto” di Bertolucci. Dades Valley, denominata la ‘Valle delle rose e delle mille Kasbah’ per la sua natura rigogliosa.

Ma in questo articolo ci soffermeremo sulla splendida città di Marrakech, eletta Capitale della cultura africana 2020, rappresenta il cuore pulsante del Marocco. Una città viva, dove l’incanto della tradizione si vive per ogni viuzza del mercato principale: il Djema el-Fna, fulcro di Marrakech.
Questo luogo quasi mistico, così vicino e così lontano da noi, è un continuo scoprire profumi, scorci e persone come cantastorie, incantatori di serpenti, venditori, cartomanti e tatuatori di henné. Proprio la tradizione di questi ultimi ha ispirato uno dei locali più pittoreschi della città: l’Henna Art Café, locale diviso in sala per mangiare e sala per tatuatori di henné.

La vita della piazza la si può godere accomodandosi ad un tavolo del Grand Balcon du Café Glacier, il bar-terrazza più famoso della città. La vera essenza di Marrakech, però, giunge con il calare del sole, quando le bancarelle di venditori lasciano spazio a ristoranti all’aperto che propongono piatti tipici sia di pesce che – soprattutto – di carne.

A pochi passi dalla piazza, si erge uno degli edifici più importanti della città: la moschea della Koutoubia, definita “dei librai” perché un tempo lì vicino si commerciavano i libri sacri. Questo imponente edificio religioso, che può ospitare fino a 20.000 fedeli, è riconoscibile grazie soprattutto al fantastico minareto, il più vecchio degli ultimi tre di stile almohade presenti al mondo, ricco di decorazioni e arabeschi. Unica pecca per un non-musulmano è l’impossibilità a visitarla internamente, perciò bisogna “accontentarsi” dei magnifici giardini che la circondano.

Non molto distante si trova il Palazzo Bahia, il riad più famoso della città, antica residenza dei gran visir del Marocco di fine XIX secolo, periodo in cui fu costruito, e ad oggi uno dei siti di maggiore interesse sia della città sia dell’intero Paese. Come ogni riad, esternamente nasconde la bellezza – in questo caso proprio magnificenza – interna con un’austera facciata color ocra. La magnificenza è data da un palazzo reale di 8 ettari con immensi giardini con la più svariata flora, diverse fontane e oltre 160 stanze, tutte meticolosamente abbellite da arabeschi e zellige. Il nome del palazzo è dato dalla moglie “preferita” del sultano Dar Si Moussa che si chiamava appunto Bahia, che significa “brillante” dando così una sorta di doppio significato al nome. Si dice che l’immensa grandezza fosse dovuta al fatto che il Visir non volesse che mogli e concubine si incontrassero. Altro grande edificio dedicato ai sultani sono le Tombe Saadiane, formate da due mausolei circondati da un giardino talmente bello che dovrebbe rappresentare il paradiso di Allah. Tutti i monumenti funerari sono di marmo di Carrara e sono ricchi di figure e arabeschi.

Tornando verso il suk, incontriamo la Medrasa Ben Youssef, vecchia scuola coranica, riad in stile arabo-andaluso, abbellita da sculture con motivi floreali e geometrici, oltre agli indispensabili e onnipresenti zellige.

Se tutte le costruzioni sopracitate si trovano all’interno della Medina, al di fuori di essa c’è il giardino più rinomato di tutto il Marocco, ossia il Jardin Majorelle. Questo luogo di pace assoluta, in contrasto con la città, deve il suo nome all’artista Majorelle, che per dipingere gli edifici utilizzò una particolare tonalità di blu – definito proprio blu majorelle – che aiuterebbe proprio a rilassarsi. La grande fama, però, la si deve allo stilista Yves Saint Laurent, che restò talmente estasiato dalla bellezza di questo giardino e dai suoi colori che decise di acquistarlo e di viverci anche dopo la morte. Infatti, le sue ceneri sono cosparse proprio nel giardino.

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